educazione di base

La concezione comune del cane educato corrisponde a quella di un cane che sa vivere nella società umana. L’educazione di base di un binomio composto da un cane e da un uomo però non può non tener conto che “educare” è una filosofia a doppio senso, dove contano sia le esigenze del cane che quelle dell’uomo. Il galateo canino e quello umano sono molto differenti, basti pensare che  una presentazione  di cortesia tra due persone può essere rappresentata da una stretta di mano guardandosi negli occhi, mentre tra due cani la stessa circostanza si svolgerebbe con una annusata ai genitali cercando di evitare il contatto visivo diretto.

Rendere un cane capace di vivere nella nostra società, e quindi educarlo, non deve significare  snaturarlo, bensì rispettarlo ed essere rispettati. Per questo motivo la nostra educazione di base parte da una valutazione caratteriale del cane volta a capire la sua personalità e le sue necessità, per poi modellarle e fonderle con quelle del suo bipede. Il percorso che il binomio intraprenderà è strettamente personale:  l’educazione di base non consiste nell’insegnare al cane il seduto e il terra, bensì nell’instaurare un rapporto basato sulla comprensione reciproca. Quindi  da un lato l’umano saprà gestire il guinzaglio e chiamare il proprio cane nel modo giusto dall’altro il cane imparerà a non tirare al guinzaglio ed a rispondere al richiamo per pura fiducia e non solo come uno svolgimento di un esercizio pratico.

Quando la convivenza con il nostro cane sarà sorretta da una relazione solida allora sarà facile chiedere al cane di aspettare che noi facciamo colazione al bar restando tranquillamente accucciato sotto il tavolino sicuro che alla fine avrà il suo premio.